Quando cambiare la scambia da running? Domanda che mi viene posta davvero di frequente.

La risposta non è così scontata e va analizzata in due sensi.

  1.      Quando si vede che la scarpa è usurata.
  2.      Quando non si vede che la scarpa è usurata.

Esatto, le scarpe da running vanno cambiate anche se non sembra che siano rovinate.

1. Il primo caso ovviamente è il più semplice da valutare. Si possono verificare vari tipi di danneggiamenti o danni che possono consistere in:

a. La tomaia è rotta o bucata in uno o più punti.

b. Perdita di piccoli pezzi di spugna nelle zone dove è inserita l’imbottitura (esempio il calcagno)

c. Il battistrada è usurato, ovvero nella parte sotto alla scarpa si sono usurati dei materiali che rendono visibili i materiali sottostanti.

d. L’intersuola è schiacciata.

 

2. nel secondo caso, la scarpa appare in buono stato, non si vede che è stata utilizzata, ma si sa che è stata usata. Come fare per sapere quando è giunto il momento di cambiarla?

Per prima cosa, tenere conto dei chilometri di corsa percorsi. Ci sono vari metodi per tenere il conto. Annotare la data di primo utilizzo e tenere un diario, oppure fare un calcolo del chilometraggio medio percorso settimanale e moltiplicare per il numero di settimane di utilizzo. Quanto dura una singola scarpa?Dipende dalla categoria della scarpa

Una scarpa A1  da gara, fino a 150-300km.

A2 Intermedia, veloce fino a 300-500km.

Le A3, le più vendute e usate in allenamento e dagli amatori, sui 500-1000km

Quindi in media per le scarpe più usate teniamo presente 800km, oltre questo chilometraggio la scarpa è da sostituire, Perché?

Le scarpe sono costituite da polimeri che con lo schiacciamento continuo dato dal chilometraggio sia dato dal passare del tempo si usurano e rovinano.

Nel dettaglio l’intersuola è composta è da EVA espanso (Etilenevinilacetato) che sono materiali con struttura a celle chiuse. Questo comporta l’utilizzo di piccole bolle d’aria che servono a dare il ritorno di energia e la dissipazione dell’impatto nell’asfalto o nel terreno, permettendoci una buona performance e al tempo stesso la protezione del nostro apparato locomotore dagli infortuni. Con il tempo e con l’utilizzo, inevitabilmente, queste bolle d’aria tendono a cedere e fuori uscire dal materiale, cosa che ne determina la perdita delle sue caratteristiche. La scarpa a questo punto non ammortizza più e non dissipa più l’impatto. Lo avrete forse notato che con il tempo la scarpa non vi da più le stesse sensazioni? E’ giunto il momento di cambiare la scarpa, in quanto non è più in grado di fare il lavoro per cui è stata progettata. Il rischio altrimenti è di farsi male, di andare incontro a infortuni oltre che la perdita di prestazione in termini di velocità.

 Un altro parametro importante è il tempo. Anche se la scarpa viene usata poco nel tempo la perde elasticità sia nella tomaia che nell’intersuola, perdendo ammortizzamento e fluidità. Anche in questo caso vi è aumentato rischio di infortunio e di peggiore prestazione.

E’ anche fondamentale considerare come la scarpa viene trattata, sia per quanto riguarda il metodo di conservazione che per quanto riguarda il metodo di lavaggio che spesso molti sbagliano, rovinandola in modo irreparabile.

Nel prossimo articolo vi parlerò di come conservare le scarpe da running perché vi possano durare il più possibile.

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